In queste ultime settimane, siamo passati, dalla paura per una forte spirale inflazionistica a uno scenario Goldilocks, ove si vuole intendere una situazione caratterizzata da una crescita positiva ma moderata, ossia non troppo sostenuta da spingere l’inflazione ma neppure così bassa da avviare una recessione.
Effettivamente il contesto economico è cambiato in meglio, l’inflazione sembra calare, infatti se andiamo ad osservare il CPI USA, ha subito una contrazione dello 0.1% MoM, a dicembre, scendendo a 6,5% YoY dal 7,1 YoY di novembre. Durante le prime due settimane del nuovo anno, i prezzi degli attivi si sono subito adeguati allo scenario Goldilocks, infatti l’ S&P500 è in rialzo di poco più del 4% e l’Eurostoxx sta registrano un inizio d’anno record, con un aumento di circa il 9,5%.
Per ciò che concerne l’obbligazionario il rendimento dei Treasury americani a 10 anni è sceso attestandosi al 3,5%, mentre i Bund tedeschi hanno regisrato una contrazione di circa 40 basis point.
A questo punto cosa potrebbe andare storto? Ci sono effettivamente due elementi da attenzionare, ossia, i ritardi e il petrolio. L’economia sembrerebbe reggere gli impatti della politica monetaria, ma è anche possibile che i ritardi siano insolitamente lunghi, ricordiamoci che ogni azienda ha accumulato livelli record di ordini inevasi durante la pandemia/riapertura.

