Il dilemma dell'investitore

 Nelle ultime settimane è emerso come le banche centrali abbiano iniziato ad avere un approccio più misurato, rallentando i rialzi dei tassi. La settimana passata BCE e BOE ( Bank of England) hanno alzato tassi di 50 basis point, rispetto ai 75 bp dei rialzi precedenti, con la Fed che li ha alzati  solamente dello 0.25%. In base alle dichiarazione sembra che la Fed abbia preso atto del fatto che l’inflazione stia rallentando. Per ciò che concerne l’Europa il presidente della Bundesbank Nagel, membro del board della BCE, saranno necessari ulteriori rialzi dei tassi per riportare l’inflazione entro l’obiettivo del 2%. Secondo lui è  quindi corretto procedere passo dopo passo, considerando però che il livello attuale dei assi non è sufficientemente restrittivo. Secondo gli analisti di DWS bisogna aspettarsi altre dichiarazione falco nelle settimane a seguire, soprattutto considerando lo stile comunicativo al quanto fuorviante adottato nell’ultimo meeting.

Dando uno sguardo al mercato finanziario europeo, si nota come stia proseguendo la performance più che positiva partita da inizio anno. Sembra in effetti che i mercati stiano scontando un andamento economico dell’area euro migliore delle attese, con un PIL al 3.5% nel 2022 e un +0.1% q/q nel quarto trimestre.

Per ciò che concerne il mercato dei bond è stata accolta positivamente l’ultima decisione delle banche centrali con i mercati che si aspettano un taglio dei tassi subito dopo che sarà raggiunto i picco dei rialzi ossia il c.d. tasso terminale. Da questo punto di vista la view degli analisti di DWS è di un 3.0% per il tasso sui depositi della BCE e 5 – 5.25% per il tasso della Fed.







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