Ieri sono stati pubblicati i dati di inflazione negli USA, che sono risultati al di sopra delle previsioni, tuttavia l’indice dei prezzi al consumo ha registrato una variazione YoY a gennaio del 6,4%, in calo rispetto a dicembre ma superiore alle attese del 6,2%, ancora una volta a causa della componente affitti.
I Treasury USA a 10 anni sono saliti di circa 10 bp, l’indice S&P500 ha chiuso flat, e il Nasdaq 100 è salito dello 0,6%.
Allo stesso tempo, si sono modificate le aspettative del mercato riguardo il precorso futuro dei tassi della Fed, infatti, al moneto, il mercato prevede che la Fed porti i tassi sino al 5,25% e che possano restare al di sopra del 5% per tutto il 2023.
Guardando all’Europa, la Commissione Europea, ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per l’UE 0,9% nel 2023 e 1,5% nel 2024.
A causa della crisi energetica e del conflitto in Ucraina, le prospettive di crescita per l’Eurozona erano peggiorate in modo più marcato rispetto agli USA nel 2022, e ciò ha portato ad un significativo apprezzamento del Dollaro nei confronti dell’ Euro, ma da Ottobre dello scorso anno si è innescando un trend opposto portando i dati economici dell’area Euro bel al di sopra delle aspettative degli analisti.
Inoltre il ritardo con cui la BCE ha iniziato la sua politica restrittiva è un ulteriore fattore di supporto, visto che la Fed sembra essere vicina al termine del ciclo di rialzo dei tassi.

