Non un nuovo fallimento per Evergrande

Nelle ultime settimane molti giornali hanno riportato la notizia del fallimento di Evergrande (colosso immobiliare cinese), tuttavia spesso bisogna spingersi oltre i titoli dei quotidiani per comprendere veramente cosa è accaduto.

In realtà il default del colosso cinese risale  al 2021 e da quel di la compagnia si trova in trattativa con i creditori per la ristrutturazione del debito che si aggira intorno ai 340 miliardi di dollari. La trattativa ha avuto i suoi frutti portando ad accordi vincolanti con gli obbligazionisti internazionali.

Per ciò che concerne, le obbligazioni, quest’ultime sono emesse in dollari e conseguentemente sono regolate dalla legge di New York, ecco perché Evergrande ha fatto ricorso al Chapter 15, richiedendo così alla Corte degli Stati Uniti l’approvazione del concordato per la ristrutturazione del debito offshore.

Cosa comporta il Chapter 15?

Il Chapter 15 non è altro che un capitolo del codice fallimentare degli Stati Uniti, che nasce in risposta ad una raccomandazione delle Nazioni Unite, per favorire la cooperazione tra i tribunali statunitensi e i tribunali stranieri nel momento in cui le procedure fallimentari di paesi stranieri riguardano interessi finanziari che hanno ripercussioni in USA, favorendo in tal  mondo la cooperazione tra i tribunali statunitensi quelli stranieri e i rappresentati nominati.

Andando infatti a controllare il comportamento delle obbligazioni di Evergrande, esse scambiavano a 4-6 centesimi di dollaro all’inizio di agosto e si sono mosse pochissimo dopo l’annuncio del fallimento.

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