Analisi di Mercato : Rischi e Rendimenti

 Quando si intende analizzare i rendimenti di una determinata asset class come primo passo viene effettuato uno studio delle rispettive serie storiche , ove per l’appunto nel caso di asset class l’analisi dei dato storici viene effettuata partendo da indici di mercato che sono rappresentativi di tali attività.

Ma cosa sono le serie storiche?

Le serie storiche sono di varia natura e quelle che hanno a che fare con i fenomeni economici ( ossia quelle che interessano a noi, in questa sede) sono espresse in unità monetarie, ad esempio i prezzi, oppure percentuali, ossia i rendimenti, se riguardato i titoli finanziari.

Le serie storiche devono essere caratterizzate da un parametro temporale che può essere continuo o discreto, ove, quando l’intervallo è continuo il fenomeno viene tenuto costantemente sotto osservazione, viceversa , quando l’intervallo è discreto tra un osservazione e l”altra ci sono salti di durata regolare.

Un altra differenza inoltre è tra:

  1.  serie storiche deterministiche, ove i valori futuri sono perfettamente prevedibili
  2.  serie storiche di tipo stocastico, ove, tali serie sono prevedibili solo con un margine di errore più o meno ampio.

L’analisi delle serie storiche ha diversi obiettivi che vanno dalla descrizione dell’andamento di un fenomeno, passando per la sua spiegazione, andando a individuare  il meccanismo da cui tale fenomeno dipende, oppure prevederne l’andamento futuro.

Approfondendo lo studio delle serie storiche è possibile notare al loro interno una tendenza di fondo che si può definire trend e che rappresenta essenzialmente l’andamento di lungo periodo, una componente ciclica, caratterizzata dalla frequenza delle oscillazioni e il cui andamento viene influenzato dal trend, una eventuale componente stagionale che si sovrappone a quella ciclica e che dipende da alcuni fattori esogeni, ad es festività, chiusure stagionali, ed infine una componete accidentale, ossia non legata a previsioni plausibili.

Ora prima di passare all’analisi dei rendimenti bisogna introdurre il concetto di regimi di capitalizzazione dato che una componente importante dei rendimenti di mercato risiede proprio nel interesse composto.

Sostanzialmente esistono 3 regimi di capitalizzazione:

  • Capitalizzazione Semplice ove gli interessi non producono altri interessi : 

 Ove M è il montante ottenuto alla fine dell’investimento, C il capitale iniziale investito, i il tasso di         interesse e  il numero di periodi.

N.B, Ogniqualvolta che il tasso e il tempo sono espressi in periodi differenti, ad esempio tasso annuale e tempo pari a  mesi, occorre trasformare il tempo in funzioni di periodo in cui viene espresso il tasso, in tal caso t =  0.5 anni.

  • Capitalizzazione Composta ove gli interessi generano altri interessi solo alla fine del periodo: 
  • Capitalizzazione Continua ove gli interessi producono altri interessi ogni istante:
ove “e” è il numero di Nepero (o Eulero).
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma allora cos’è il Rendimento ?
In concreto gli investitori effettuano acquisti di asset (attività finanziarie) per beneficiare dei flussi monetari che queste producono, ergo il rendimento può essere visto come il flusso monetario totale generato, ossia, dividendi, cedole, interessi e i guadagni in conto capitale, al netto del prezzo  pagato.
Il rendimento solitamente viene espresso il forma percentuale e per un generico titolo azionario la formula più semplice per calcolarlo è:
Questo appena calcolato è il c.d. rendimento atteso, in quanto riferito a un periodo futuro.
Ne deriva così che in alcuni periodi futuri, il rendimento effettivo generato dall’asset possa essere diverso. Ma nel lungo periodo se le condizioni iniziali restano immutate, il rendimento medio effettivo dovrebbe essere vicino al rendimento atteso.

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