Euforia dopo i dati sul CPI USA

 

Il mercato azionario americano ha chiuso con dei rialzi considerevoli la giornata di ieri, dopo che il dato sull’inflazione  core al 4% ha dato una spinta verso la convinzione che il rialzo dei tassi da parte della FED sia ormai al capolinea. Il report del dipartimento del lavoro USA  ha mostrato essenzialmente che l’inflazione è sulla strada verso l’obiettivo della Fed del 2.0 %.

I prezzi al consumo nel mese di ottobre non sono quindi cambiati, dopo che a settembre avevano, invece, segnato un rialzo dello 0.4%. Probabilmente questa frenata è dovuta al prezzo della benzina in discesa. Inoltre l’inflazione annuale è scesa più del previsto al 3.2%, con , per l’appunto, l’inflazione core ( ossia quella che esclude generi alimentari ed energia che sono molto volatili) che si è attesta al 4.0 % segnando in minimo da due anni a questa parte.

Gli indici hanno, infatti, reagito molto energicamente, con l’S&P che ieri ha chiuso a +1.91% , ma non solo in generale quasi tutti i settori hanno partecipato al rialzo come il real estate, le utilities ( ossia quei settori che erogano servizi al cittadino come la distribuzione di energia elettrica e gas)  i consumer discretionary ( settore che comprende la vendita di beni e servizi non essenziali come quello auto, elettrodomestici media) e il settore delle big tech.

Gli stessi settori hanno visto importanti guadagni anche in Europa, dove i principiali indici hanno chiuso in positivo grazie ad un inflazione US più bassa rispetto al previsto. L’ Ero Stoxx è salito di 1.3% e, il DAX ha guadagnato l’1.8% e il CAC 40 l’1.4%. In sostanza quasi tutte le grandi aziende eropee hanno chiuso in territorio positivo.

Spostando lo sguardo nel continente asiatico, le notizie importanti sono che la banca centrale cinese ha deciso di non alzare i tassi di interesse, con il dato sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale in rialzo a ottobre. Inoltre oggi vi sarà il summit, a San Francisco, tra Biden e Xi Jinping che potrebbe portare ulteriori segnali di distensione tra le due super potenze aumentando ulteriormente il sentiment di mercato.








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