Weekly Update

L’azionario statunitense, anche ieri, dopo quattro sessioni consecutive, ha chiuso in positivo confermando questo momento di rialzo. Lo S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average hanno guadagno mezzo punto percentuale, mentre il NASDAQ è salito dello 0.70%.

Praticamente, gli ultimi dati scuti sull’inflazione non hanno, di fatto, modificato le aspettative sul fato che la Fed (Federal Reserve) manterrà i tassi fermi dopo il meeting che si concluderà oggi.

Il dato sul CPI di novembre è salito al 3.1% yoy (anno su anno), leggermente più alto rispetto alle aspettative del mercato, dovuto principalmente ad un aumento nei prezzi degli affitti che ha compensato il calo dei pezzi dell’energia. Per ciò che concerne la componente core dell’inflazione, ossia quella che esclude i generi alimentari e l’energia, il dato è del 4.0%, praticamente il minimo da due anni.

Per ora questi dati non hanno essenzialmente fatto vacillare le aspettative per un possibile taglio dei tassi di interesse già a partire da marzo, aspettando tuttavia, l’annuncio che verrà fatto oggi al termine del meeting.

Andando, invece, ad analizzare il mercato tecnologico, qui le principali aziende stanno sovraperformando, guidate da un forte ottimismo sull’intelligenza artificiale. Broadcome (che si occupa di chip) ha guadagnato molto terreno con una crescita del 4.2%, NVIDIA ha guadagnato il 2.2% mentre Advanced Micro Devices il 2.0%.

Spostandoci nel nostro continente ossia l’Europa, qui il mercato azionario è rimasto un pò sorpreso dai dati sull’inflazione USA, smorzando un po’ gli entusiasmi in vista delle decisioni delle principali banche centrale che ci saranno in settimana.

Cosa aspettarsi, allora, dalle decisioni delle banche centrali?

Domanda come sempre di difficile risposa, la FED oggi farà il suo annuncio e, i vari analisti sembrano propendere al momento per nessuna modifica sui tassi, con una continuazione, nel breve, di una politica hawkish (aggressiva).

La BCE invece farà il proprio annuncio domani, ossia il 14/12/2023, ed anche qui sembrerebbe troppo presto per parlare di tagli, mentre per ciò che concerne la BOE (Bank of England) e la BOJ (Bank of Japan), per la prima sembra vi sia una sospensione della politica hawkish, per la seconda, invece, gli analisti si aspettano una revisione della politica monetaria per misurare l’impatto del QE ( quantitative easing).

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