Weekly Update: Tra perturbazioni estive e Asset allocation

Mentre stiamo tutti per andare in vacanza o già ci siamo, la domanda che sta girando nelle teste è sicuramente: ma che succede sui mercati?

Facendo della valutazioni di tipo macroeconomico e fondamentale, ci sono tutta una serie di fattori che possono aver causato questa correzione di mercato, anche forte ( siamo nell’ordine del 10% o più). Da diversi mesi le impennate nelle valutazioni dei titoli tecnologici americani e quindi il crescente peso nella capitalizzazione totale di mercato poteva già far pensare ad un inevitabile ribilanciamento e riequilibrio dei posizionamenti, essenzialmente dei fondi, banche d’affari, traders ecc. Pensiamo poi, ai dati cinesi, sempre sotto le aspettative di mercato, alle perplessità riguardanti la possibilità/capacità delle aziende tech di generare profitto dagli enormi investimenti fatti in AI (intelligenza artificiale).

A ciò si possono aggiungere le tensioni in medio oriente, con il possibile coinvolgimento sia del Libano che dell’Iran, la fuga del carry trade (dovuto al rialzo dei tassi operato dalla BOJ, Bank of Japan) attuato indebitandosi in yen, e investendo in azioni del mercato americano; Infine i segnali di raffreddamento dell’economia statunitense ossia la ciliegina al maraschino di questo coktail.

Infatti il numero dei nuovi occupati, in USA, inferiore alle attese, ha innescato timori di recessione spingendo al ribasso gli indici, ed i prezzi di Intel, che lascia sul terreno circa il 30%.

Ma allora qual é la differenza tra una sana correzione e trend di mercato al ribasso?

La situazione attuale sembra proprio caratterizzata da una sana correzione e non da un trend ribassista perché mancano tutti quegli elementi che in passato hanno scatenato mercati al ribasso.

Se ci si basa sulle valutazione dei titoli tech che oggi , si sono alte, ma non si avvicinano a quelle folli del 2001;

Nel 2008 ad esempio il settore bancario non era solidamente capitalizzato e prudente nella concessione di credito, come lo è oggi; Conseguentemente appare improbabile avere un credit crunch;

Se pensiamo invece al 2020 non ci sono criticità che possano portare a uno shock di offerta.

Inoltre, concentrandoci su temi più strettamente macroeconomici, sembra ormai chiara la traiettoria ribassista dell’inflazione. E la disponibilità di munizione delle Banche Centrali fa pensare ad ogni momento di ribasso come ad un occasione di acquisto. Ovviamente tutto ciò è reso possibile proprio perché le stesse banche centrali, avendo alzato i tassi in maniera decisa nel recente passato, hanno possibilità di tagliarli per riportale la calma sui mercati finanziari in modo da scongiurare possibili recessioni.

In conclusione, per un investitore con un corretto orizzonte temporale e un chiaro obiettivo di investimento , queste correzioni, anche se possono genare un po’ di paura, rappresentano in realtà occasioni di acquisto . A ciò va aggiunto, che quando l’inflazione scende, la correlazione tra i prezzi delle azioni e quella delle obbligazioni è negativa, dando nuovamente la possibilità ai titoli a reddito fisso di stabilizzare e diversificare il rischio di portafoglio, cosa che invece non era stata possibile nel recente passato dove la parte del portafoglio più prudente non è riuscita a funzionare da ammortizzatore.

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