EURO DIGITALE

La BCE ha avviato lo studio di un possibile euro digitale con un rapporto di analisi pubblicato nell’ottobre 2020. Nel luglio 2021 il Consiglio direttivo ha lanciato formalmente il progetto: una fase di indagine biennale (ottobre 2021–ottobre 2023) ha studiato opzioni di design e modelli di distribuzione con stakeholder vari. Al termine, nell’ottobre 2023 è stato diffuso un rapporto di sintesi sui risultati.

Da novembre 2023 è in corso la fase preparatoria (durata 2 anni) per definire regole, infrastrutture e requisiti tecnici (ad es. uno “schema di regolamento” condiviso da tutti gli intermediari). Al termine di questa fase (autunno 2025) il Consiglio direttivo deciderà se proseguire con lo sviluppo, in attesa del completamento del percorso legislativo UE.

Nel frattempo il Parlamento e il Consiglio UE stanno lavorando a una normativa ad hoc (proposta legislativa a giugno 2023) per estendere all’euro digitale lo status di moneta a corso legale, garantendo ampia accettazione e accesso universale.

Aspetti economici

Gli studi della BCE evidenziano benefici ma anche rischi economici. Un euro digitale verrebbe offerto senza remunerazione degli importi detenuti e (per i consumatori) con un limite massimo di possesso: ciò serve a prevenire una fuga massiccia di depositi dalle banche verso la nuova moneta digitale. Grazie a questi vincoli, la BCE punta a preservare la capacità di raccolta e di erogazione del credito degli intermediari bancari. Dal punto di vista della politica monetaria, l’euro digitale è concepito come complemento al contante (entrambi privo di interessi), in modo da mantenere invariate le condizioni di trasmissione monetaria e stabilità dei tassi.

Un euro digitale funzionerebbe in un’architettura integrata con i pagamenti esistenti: ad esempio, i conti o portafogli in euro digitale potrebbero essere gestiti da banche e PSP come oggi, ma collegati a una piattaforma comune di regolamento (basata sul sistema TIPS o su tecnologie DLT prototipate). L’indagine BCE ha mostrato che una piattaforma pubblica pan-europea favorisca l’innovazione e la concorrenza: gli esercenti e i fornitori di servizi potrebbero sviluppare nuove applicazioni su questa base comune, sfruttando economie di scala e riducendo i costi complessivi del sistema di pagamento.

Ad esempio, la BCE sottolinea che un’infrastruttura UE condivisa rafforzerebbe la posizione delle imprese europee, tagliando le commissioni di accettazione (oggi tre-quattro volte superiori per i piccoli esercenti) e aumentando il potere contrattuale dei commercianti stessi. In definitiva, l’euro digitale è visto come un bene pubblico che può promuovere stabilità finanziaria, inclusione e autonomia strategica dell’euro nell’economia digitale.

Aspetti sociali (fiducia, privacy, inclusione)

Al centro degli studi BCE c’è la fiducia dei cittadini. Un euro digitale deve preservare i tratti che rendono il contante affidabile: privacy, gratuità e universalità. Come ha sottolineato la BCE, il progetto “non riguarda solo l’adattamento tecnologico, ma la salvaguardia dei principi di stabilità, fiducia e inclusività” della moneta. Di fatto, il 62% dei consumatori dell’area euro considera “importante o molto importante” mantenere l’opzione del contante, e oltre la metà si dice preoccupata per la privacy nei pagamenti digitali.

Per questo l’euro digitale punta a garantire privacy elevata: i pagamenti offline (peer-to-peer, come in caso di blackout) sarebbero anonimi come con il contante, mentre quelli online utilizzerebbero tecnologie avanzate di protezione dei dati. In sostanza, “il digitale non traccerà in modo indiscriminato gli utenti”: come rilevano le associazioni dei consumatori, le regole devono estendere all’euro digitale i vantaggi privacy del cash.

L’accessibilità è un altro pilastro: l’euro digitale verrebbe progettato “inclusivo sin dall’inizio”, con app e interfacce adattative (comandi vocali, caratteri grandi, flussi semplificati) per utenti vulnerabili e non tecnologici. Sarà disponibile un’applicazione ufficiale della BCE tradotta in tutte le lingue UE e conforme alle norme europee sull’accessibilità. Anche chi non ha un conto corrente o carta di pagamento potrà accedere al servizio di base: “coloro che non possono permettersi una carta di pagamento o non hanno un conto bancario non rimarrebbero esclusi”, garantendo un’offerta minima universale.

Infine, la fiducia è alimentata dalla supervisione pubblica: l’euro digitale sarà legale di corso legale con l’impegno del legislatore, e la BCE ribadisce di voler mantenere la moneta di banca centrale sempre disponibile a tutti, come un diritto collettivo.

Aspetti tecnici

Gli studi BCE esplorano diverse soluzioni tecniche. L’architettura di massima prevede un sistema ibrido: un registro centrale account-based (basato su infrastrutture esistenti come TIPS) affiancato a componenti token-based eventualmente basati su Distributed Ledger (es. il prototipo italiano “itCoin” su blockchain Bitcoin).

L’integrazione tra domini account e DLT consentirebbe di combinare affidabilità (ledgers centralizzati) e funzionalità “cash-like” (pagamenti offline, programmabilità limitata).

In ogni caso, la BCE non intende adottare una tecnologia alla cieca: la fase preparatoria selezionerà i fornitori delle piattaforme digitali (ad es. un consorzio guidato dalla Banca d’Italia) e completerà il rulebook UE con standard tecnici, protocolli API e procedure di sicurezza. L’obiettivo è garantire interoperabilità con i sistemi di pagamento attuali (carte, SEPA, app mobili) e tra diversi paesi euro.

La sicurezza è fondamentale: i pagamenti digitali saranno crittografati, con controlli antiriciclaggio/antiterrorismo come da direttive PSD2 e AML/CFT. Inoltre, è prevista una modalità offline: i versamenti in euro digitale tra utenti verrebbero “validati peer-to-peer” in assenza di rete, assicurando continuità anche in caso di guasti o attacchi informatici.

Infine, il design privilegerà l’affidabilità: ad es. per i pagamenti offline i conti si riconciliano automaticamente quando riappare la connessione. Tutti questi elementi tecnici sono oggetto di prototipazione ed esperimenti interni all’Eurosistema, che nel 2021 ha dimostrato la fattibilità di tali soluzioni.

📌 Box di approfondimento

In soldoni, cos’è l’euro digitale?

L’euro digitale è una versione elettronica del contante, emessa e garantita dalla Banca Centrale Europea. Non è una nuova valuta, ma la stessa moneta che usiamo oggi in banconote e monete, resa disponibile in forma digitale.

  • Chi lo emette: la BCE (la stessa che stampa le banconote).
  • Chi lo può usare: cittadini, imprese e istituzioni dell’area euro.
  • Come funziona: tramite un portafoglio digitale (un’app ufficiale BCE o la propria banca/PSP).
  • A cosa serve: per pagamenti in negozio, online o tra persone (anche senza internet, in modalità offline).
  • Differenza rispetto ai soldi digitali delle banche: i depositi bancari sono un credito verso la banca; l’euro digitale è un credito diretto verso la banca centrale, quindi sicuro al 100%.

👉 In pratica è una via di mezzo tra contanti e pagamenti elettronici: ha la fiducia e la stabilità del denaro pubblico, con la praticità del digitale.

Prospettive future

Nelle prossime due stagioni la BCE completerà la fase preparatoria: ciò include la stesura definitiva dello schema di distribuzione, la scelta dei fornitori tecnologici e la metodologia per il tetto di possesso.

Il Consiglio direttivo si impegna a valutare l’emissione dell’euro digitale “solo dopo che la legislazione sarà stata adottata”. Gli Stati membri e il Parlamento UE stanno dunque definendo il quadro normativo (pareggiamento fra protezione dei dati e obblighi AML/CFT, status di legal tender, etc.). Su pressione degli ultimi vertici europei, è verosimile che il processo legislativo venga accelerato.

Se confermata, l’introduzione dell’euro digitale potrebbe avvenire entro la fine di questo decennio, trasformando profondamente il panorama dei pagamenti nell’area euro. Le ricerche BCE hanno finora dimostrato la fattibilità tecnica e sociale del progetto, e i prossimi anni saranno dedicati a tradurre queste analisi in infrastrutture concrete al servizio di cittadini, imprese e istituzioni.

Fonti: Rapporti e comunicati ufficiali BCE (2020-2025):

https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/progress/html/index.en.html#:~:text=In%20October%202020%20the%20ECB,euro%20%E2%80%93%20by%20the%20Eurosystem

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-direttorio/int-dir-2025/20250724-scotti/index.html#:~:text=Inclusione%3A%20una%20modalit%C3%A0%20di%20pagamento,cittadinanza%20digitale

https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/progress/shared/pdf/ecb.dedocs231018.en.pdf?6fbcce71a4be7bb3b8fabc51fb5c7e2d#:~:text=those%20who%20cannot%20afford%20a,a%20bank%20account%20are%20not

https://www.finance-watch.org/wp-content/uploads/2023/10/The-Digital-Euro_Policy-Brief_Oct-2023.pdf#:~:text=mobile%20phone%20%E2%80%98wallets%E2%80%99%20and%20,sector%20payment%20solutions

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-direttorio/int-dir-2025/20250724-scotti/index.html?dotcache=refresh

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