
Negli ultimi mesi, la quotazione dell’oro è tornata al centro dell’attenzione globale. Il metallo giallo ha infranto la soglia storica dei 4.000 USD per oncia, spingendo analisti e investitori a chiedersi: si tratta solo di una bolla momentanea o di un cambiamento strutturale nei mercati globali?
Questa non è solo la corsa di un asset rifugio: è un segnale del profondo riposizionamento che sta avvenendo nel sistema monetario e finanziario internazionale.
1. La fotografia del rally dell’oro 2025
L’anno 2025 è entrato nella storia dei mercati delle materie prime.
Secondo dati di Reuters e Investopedia, il prezzo dell’oro è cresciuto di oltre +50 % da inizio anno, spinto da:
- Attese di tagli dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve;
- Indebolimento del dollaro USA, che favorisce gli acquisti in altre valute;
- Acquisti record da parte delle banche centrali, in particolare da Asia e Medio Oriente;
- Flussi massicci verso ETF sull’oro, rifugio preferito dagli investitori istituzionali;
- Timori geopolitici e tensioni globali, che aumentano la domanda di beni rifugio.
In un contesto dove l’incertezza è tornata protagonista, l’oro si conferma “l’assicurazione universale” del mercato.
💡 Takeaway #1
L’oro non sale solo per paura o inflazione: sale perché gli investitori non si fidano più completamente del denaro fiat e cercano un ancoraggio reale di valore.
2. Cosa dicono le grandi banche d’affari
Le opinioni delle principali istituzioni finanziarie mostrano una visione condivisa: il trend è solido, ma richiede cautela.
- Goldman Sachs ha rivisto le sue previsioni, indicando un target fino a 4.900 USD/oz entro dicembre 2026, con tappe intermedie intorno ai 4.000-4.200 USD nel 2025-2026.
L’istituto motiva la previsione con la domanda strutturale da parte delle banche centrali e la crescente sfiducia verso i mercati obbligazionari.
Fonte: Goldman Sachs Research, ottobre 2025. - UBS e Deutsche Bank hanno alzato i propri obiettivi rispettivamente a 3.800-4.000 USD/oz per fine 2025, prevedendo che i tagli dei tassi sosterranno ulteriormente i prezzi.
- J.P. Morgan resta più prudente: stima un prezzo medio intorno a 3.675 USD/oz per il quarto trimestre 2025, segnalando rischi di correzione nel breve periodo.
- HSBC ha pubblicato una nota in cui prevede che “l’oro potrebbe mantenersi sopra i 4.000 USD nel medio termine se le condizioni geopolitiche resteranno instabili”.
Queste valutazioni divergenti confermano che il mercato dell’oro è oggi un campo di tensione tra ottimismo strutturale e cautela tattica.
💡 Takeaway #2
Le banche d’affari convergono su un punto: l’oro resterà forte finché persiste il contesto di tassi bassi, dollaro debole e incertezza globale.
3. Analisi tecnica dell’oro: livelli chiave e segnali di mercato
Dopo la rottura della soglia dei 4.000 USD, la price action dell’oro mostra segnali interessanti ma anche potenziali aree di rischio tecnico.

Fonte: elaborazione MFenielloFMJ su dati Kitco, TradingView, Reuters, ottobre 2025.

Fonte: elaborazione MFenielloFMJ su dati TradingView, FXStreet, ottobre 2025
Lettura tecnica
e ultime analisi pubblicate da FXStreet, LiteFinance e Kitco concordano nel mostrare un quadro tecnico ancora rialzista per l’oro, ma con segnali di maturità del trend.
In particolare, le medie mobili a 20 e 50 giorni restano entrambe orientate al rialzo, con la media a 20 giorni superiore alla 50 — una configurazione tipica di trend positivo.
Tuttavia, la distanza tra le due curve si è ampliata in modo marcato, segnalando che il movimento rialzista è esteso e che il mercato potrebbe aver bisogno di consolidare prima di nuovi massimi.
In analisi tecnica, questa condizione viene definita “trend maturo”:
si tratta di una fase in cui il prezzo continua a salire, ma il ritmo perde forza, gli indicatori di momentum (come RSI e MACD) si appiattiscono e i nuovi massimi non sempre sono accompagnati da volumi crescenti.
In altre parole, il mercato è ancora rialzista, ma meno esplosivo e più vulnerabile a correzioni temporanee o laterali.
FXStreet (8 ottobre 2025) osserva che il rally sopra 4.000 USD “mantiene struttura tecnica positiva, ma con segnali di esaurimento degli acquirenti”.
LiteFinance, nella sua Weekly Gold Forecast, conferma che “la distanza tra le medie mobili principali evidenzia forza residua, ma anche la possibilità di un consolidamento tecnico”.
Kitco, nella Gold Market Analysis (8 ottobre 2025), segnala livelli di ipercomprato simili, sottolineando che “il trend resta rialzista ma in fase di stabilizzazione”.
Livelli tecnici da monitorare
| Tipo di livello | Valore (USD/oz) | Significato |
|---|---|---|
| Resistenza intermedia | 4.050 – 4.070 | Punto chiave per confermare il breakout |
| Target rialzista breve | 4.100 – 4.150 | Estensione se i volumi restano alti |
| Supporto di breve | 4.020 – 4.010 | Zona di tenuta intraday |
| Supporto strutturale | 3.980 – 3.975 | Se cede, rischio correzione più ampia |
| Zona di sicurezza | 3.920 – 3.900 | Area di possibile ritorno dei compratori |
Molti analisti parlano di un rally sostenibile ma surriscaldato.
In altre parole, la tendenza resta positiva, ma il mercato ha bisogno di consolidare prima di spingersi oltre.
💡 Takeaway #3
Le medie mobili confermano la direzione rialzista, ma la loro ampia distanza e la perdita di momentum indicano un trend maturo: l’oro resta forte, ma il ritmo potrebbe rallentare nelle prossime settimane.
(Fonti: FXStreet, LiteFinance, Kitco – ottobre 2025)
4. I rischi di inversione del trend
Nessun rally è eterno. Ecco i principali fattori che potrebbero interrompere o invertire la corsa dell’oro:
- Politica monetaria più aggressiva della Fed: se i tassi non venissero tagliati come previsto, il dollaro si rafforzerebbe e l’oro perderebbe appeal.
- Ritorno dell’appetito per il rischio / forza degli azionari: se i mercati azionari continuano a performare in modo sostenuto, alcuni flussi di capitale potrebbero spostarsi dall’oro verso le azioni, specialmente se gli investitori percepiscono maggiore potenziale rendimento. In altre parole, l’oro perde parte del suo appeal quando l’ambiente è “risk-off” meno accentuato e il mercato preferisce asset produttivi. Tuttavia, questa dinamica non è meccanica: in fasi bull gli asset possono salire insieme (correlazione positiva), mentre in fasi stress l’oro tende a “giocare da copertura”. Secondo studi recenti, la correlazione oro-azioni è condizionale e variabile nel tempo, non fissa. SpringerOpen+1.
- Presa di profitto speculativa: sette settimane consecutive di rialzo (dato BofA) aumentano la probabilità di correzione.
- Diminuzione degli acquisti delle banche centrali: se rallentasse la domanda istituzionale, verrebbe meno il principale sostegno al trend.
Business Insider sottolinea che solo nel 28 % dei casi un rally così prolungato si estende senza pause significative.
💡 Takeaway #4
I segnali tecnici sono positivi, ma la volatilità resta alta: chi investe sull’oro deve prepararsi a fasi di consolidamento.
5. Implicazioni pratiche per chi investe in oro
L’oro non è solo un bene rifugio, ma anche un indicatore di fiducia nel sistema economico.
Come inserirlo correttamente in un portafoglio oggi?
A. Ruolo strategico nel portafoglio
- Diversificazione contro shock economici e inflazione.
- Protezione in fasi di instabilità monetaria o geopolitica.
- Riduzione della volatilità complessiva del portafoglio.
Secondo Ray Dalio, la quota ideale d’oro nei portafogli moderni può arrivare fino al 15 % in contesti “credit-dependent”.
B. Modalità operative
| Strumento | Vantaggi | Rischi / costi |
|---|---|---|
| Oro fisico | Bene tangibile, rifugio “reale” | Stoccaggio, assicurazione, liquidità |
| ETF sull’oro | Liquidi, accessibili, costi bassi | Rischio di controparte e tracking |
| Futures / derivati | Alta leva, efficienza di trading | Elevata volatilità, rischio margini |
| Azioni minerarie | Potenziale rendimento amplificato | Elevata correlazione e rischio aziendale |
La strategia migliore?
Attendere consolidamenti per entrare con gradualità, non inseguire i massimi.
💡 Takeaway #5
L’oro è un hedge, non una scommessa: il suo valore emerge quando la fiducia nel sistema vacilla, non nei momenti di euforia dei mercati.
6. L’oro come termometro della fiducia monetaria
Più che una materia prima, l’oro è una misura della sfiducia nel sistema monetario.
Quando cresce il debito globale, le politiche fiscali diventano espansive e la liquidità aumenta, gli investitori cercano un riferimento che non dipenda da promesse o bilanci statali.
💡 Takeaway #6
La corsa dell’oro nel 2025 non è una fuga verso il passato, ma una ricerca di stabilità in un sistema percepito come instabile.
7. Conclusioni e prospettive
Il rally dell’oro del 2025 rappresenta un evento storico:
mai come oggi il metallo prezioso è stato così simbolico e controverso.
In sintesi:
- L’oro ha superato i 4.000 USD, spinto da tassi, dollaro debole e acquisti istituzionali;
- Le banche d’affari prevedono target fino a 4.900 USD nel 2026;
- L’analisi tecnica indica resistenze chiave tra 4.050 e 4.070 USD;
- Rischi di consolidamento e volatilità restano elevati;
- L’oro riflette, più di qualsiasi altro asset, lo stato di salute del sistema monetario globale.
In un’epoca di debiti record e fiducia fragile, il vero valore dell’oro non è solo nel suo prezzo, ma nella fiducia che ancora riesce a ispirare.
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